Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

TERNI E FRATE FRANCESCO
ACQUASPARTA
Chiesa di San Francesco di Acquasparta
Minori cappuccini di San Pietro
AQCUASPARTA

ACQUASPARTA

“Acquaspartanam fontem” (foto inizi ‘900)

 

 

A empre in provincia di Terni, altro borgo visitato da frate Francesco fu Acquasparta.

L’Apostolo umbro dimorava allora all’Eremita degli Arnolfi, quando, dopo una notte insonne causata dall’acuirsi della sua malattia, l’indomani, alle primissime luci dell’alba, malgrado una sua sostenuta riluttanza, “Franciscus a beato Petro ductus est propter Acquaspartanam fontem” (Francesco dal beato Pietro fu condotto presso la fonte di Acquasparta). L’Umile giullare bevve quell’acqua prodigiosa e trovò giovamento, ed alla moltitudine di gente accorsa, espresse il desiderio di voler lì erigere un Romitorio con annesso lazzaretto.

La richiesta fu accordata. Narra Anna M. Imbriani, sull’autorità di un attendibile manoscritto: «I resti dell’ospedale si vedono ancor oggi (1913) e di esso così parla un’antica cronaca anonima: “ La Fontana parimente detta dell’Amerino, salubre a ogni sorta d’infermità (...), riconosciuta di esperienza miracolosa, si crede benedetta dal Santo Patriarca e che servisse agli infermi di rimedio ad ogni male (...), come si disse serviva il Convento (...) d’Ospedale d’ogni sorte d’infermità, e ocularmente si riconosce dalla prima antica struttura» ( A. Martinelli Imbriani, Contributo alla Storia di Acquasparta, 1982). Continua la citata ricercatrice: «(…) In ogni modo è certo che S. Francesco edificò presso la sorgente un convento con annesso ospedale, come usava egli in vicinanza di acque salubri: si confronti per esempio quello edificato nel 1214 presso le sorgenti solforose di Triponzo, detto di S. Lazzaro del Valloncello e che durante il Medioevo fu il Leprosario più affollato di tutta Italia».

Nel 1290, sul luogo ove sorgeva il leprosario con accanto il primitivo “locus” minoritico, per volere del cardinale Matteo Bencivenga d’Acquasparta (grande personaggio del francescanesimo classico, citato anche da Dante Alighieri), «per li suoi frati», come si legge in un documento dell’epoca, verrà costruita la chiesa con attiguo convento. Tramanda il Wadding: «Plurimum occurrit Conventuum memoria sub hoc anno (1290) in regesto Pontificio, quos sacris commendavit Nicolaus pp. IV Indulgentiis, de quibus dum aliunde alia non suppetunt monumenta, saltim monebimus sub hoc tempore has aedes extitisse (...). Concesse similiter Indulgentiae Ecclesiae santi Francisci (...) Ecclesia Acquaspartana, Tudertina diocesis et Custodiae, circa hoc tempus a Matthaeo Acquaspartano Cardinale constructae» (L. Wadding, Annales).


Liberamente tratto da
Paolo Rossi
Francesco d’Assisi e la Valle ternana
Ed. Thyrus, Terni 1997.

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